Le chiese più belle del Vietnam: un viaggio da nord a sud
In un Paese dalla ricca tradizione spirituale, le chiese in Vietnam raccontano una storia affascinante. Scopri le cattedrali più belle da Hanoi a Saigon, tra architettura, storia e consigli utili di viaggio.
Alla scoperta delle chiese del Vietnam: fede, architettura e storia da Hanoi a Saigon
Chi arriva in Vietnam per la prima volta si aspetta pagode dorate, incenso e statue del Buddha. Ed è esattamente quello che trova, nella maggior parte del paese. Ma poi, camminando per il centro di Hanoi o di Ho Chi Minh City, capita di alzare gli occhi e vedere due torri gotiche che sembrano uscite da una cittadina francese, o una facciata neoromanica con le vetrate colorate che filtrano la luce tropicale. Le chiese in Vietnam sono uno degli aspetti meno raccontati del paese, eppure uno dei più sorprendenti per i turisti: un patrimonio religioso e architettonico che convive, senza conflitti, con la tradizione buddhista e le pratiche ancestrali che caratterizzano la vita quotidiana vietnamita.

In questo articolo ripercorriamo la storia del cristianesimo in Vietnam e le chiese cattoliche più significative da nord a sud, con qualche curiosità che a un visitatore difficilmente viene raccontata: il ruolo di alcuni missionari nostri connazionali, le tecniche costruttive importate dalla Francia coloniale e le differenze, spesso inaspettate, tra l'architettura sacra vietnamita e quella a cui siamo abituati in Italia.
Perché ci sono chiese in Vietnam? Una storia lunga quattro secoli
Il Vietnam è un paese a maggioranza buddhista, ma ospita oggi circa 7 milioni di cattolici, la seconda comunità cattolica più numerosa del sud-est asiatico dopo le Filippine. Le radici di questa presenza affondano nel Seicento, quando i primi missionari gesuiti arrivarono nella regione allora chiamata Cocincina.
Tra questi missionari, alcuni erano italiani, un dettaglio che raramente compare nelle guide turistiche ma che vale la pena raccontare. Cristoforo Borri, gesuita originario di Milano, sbarcò in Vietnam nel 1618 e qualche anno dopo pubblicò a Roma una delle prime descrizioni europee del paese, scritta in italiano: un resoconto di viaggio che parlava di risaie, di frutti tropicali e di usanze locali molto prima che l'Europa avesse un'idea chiara di dove si trovasse il Vietnam. Un altro gesuita napoletano, Girolamo Maiorica, arrivò pochi anni dopo e passò gran parte della sua vita a scrivere testi religiosi in chữ Nôm, l'antica scrittura demotica vietnamita: un lavoro paziente e poco celebrato che oggi gli storici della letteratura vietnamita considerano un vero e proprio punto di svolta.

La diffusione più massiccia del cristianesimo, però, arrivò con la colonizzazione francese, tra la metà del Diciannovesimo secolo e il 1954. Fu in questo periodo che vennero costruite le grandi cattedrali che oggi si visitano nelle principali città vietnamite: edifici pensati dagli architetti francesi con la stessa logica delle chiese in Europa, ma realizzati con materiali, manodopera e adattamenti locali che li rendono unici. Dopo l'indipendenza e la lunga guerra che ha segnato il paese, la comunità cattolica ha condiviso le vicende e le sfide della storia nazionale, rimanendo oggi una realtà viva: oggi le chiese vietnamite più importanti sono luoghi di culto attivi, non semplici monumenti, con messe quotidiane e comunità numerose.
Le chiese del Nord Vietnam: tra eredità coloniale e sincretismo
Il Nord del Vietnam, e Hanoi in particolare, custodisce alcune delle chiese cattoliche più antiche e più visitate del paese.
Cattedrale di San Giuseppe, Hanoi
Nel cuore del quartiere antico di Hanoi, a pochi passi dal lago Hoan Kiem, si trova la Cattedrale di San Giuseppe (in vietnamita Nhà Thờ Lớn), costruita nel 1886 sul sito di un'antica pagoda. È la chiesa più antica della capitale e la sua facciata in stile neogotico, con le due torri simmetriche, ricorda esplicitamente Notre-Dame di Parigi. La pietra grigia, resa più scura dall'umidità tropicale, contrasta con il caos ordinato del Quartiere Vecchio che la circonda.
Quello che la rende speciale, però, non è solo l'architettura: è il modo in cui si è integrata nella vita quotidiana della città. Il sagrato è diventato un punto di ritrovo per i giovani di Hanoi, che si siedono sui gradini a bere tra chanh, il tè al limone locale, o un caffè, con l'edificio religioso come sfondo.

Cattedrale di pietra di Phat Diem, Ninh Binh
A circa due ore da Hanoi, nella provincia di Ninh Binh, si trova uno dei complessi religiosi più singolari di tutto il Vietnam: la Cattedrale di pietra di Phat Diem, progettata e diretta dal sacerdote vietnamita Pietro Tran Luc, conosciuto localmente come Cu Sau, e realizzata tra il 1875 e il 1899.
Il disegno complessivo segue princìpi tipicamente orientali più che europei: la pianta riprende la forma del carattere cinese "Vuong" (re) e rispetta il principio del feng shui detto "tien thuy, hau son" (acqua davanti e monte dietro), con un ampio stagno all'ingresso e grotte artificiali in pietra sul retro. Il percorso si sviluppa in sequenza, dallo stagno al Phuong Dinh, il grande campanile in pietra all'ingresso, fino alla chiesa grande, alle quattro cappelle laterali più piccole, alla cattedrale in pietra propriamente detta e infine alle grotte.
Ancora più sorprendente è il modo in cui fu realizzato. Il terreno, paludoso, venne bonificato piantando migliaia di pali di bambù fresco in profondità e compattando sabbia a mano, senza alcun mezzo meccanico, per creare una base stabile su cui costruire. Le tonnellate di pietra, provenienti dalle cave di Thanh Hoa (monte Nhoi e monte Thien Duong), e i grandi tronchi di legno lim furono trasportati via fiume su zattere, seguendo le maree, e trainati con la sola forza umana, con l'aiuto di bufali ed elefanti. Gli intagli su colonne, altari e travi riproducono motivi vegetali della tradizione vietnamita, pino, crisantemo, bambù e fiore di prugno, con alcuni bassorilievi lavorati fino a uno spessore di appena 3,5 centimetri: un livello di precisione artigianale che, va detto, non stupirebbe in un cantiere di scalpellini di Carrara, ma che qui fu raggiunto senza gru né utensili elettrici, un secolo e mezzo fa.

Per un visitatore abituato a distinguere nettamente lo stile gotico da quello orientale, Phat Diem resta una sorpresa continua: sembra un tempio, ma è un luogo di culto cattolico; nell'impianto richiama le basiliche occidentali, nei dettagli una pagoda. È uno degli esempi più conosciuti di sincretismo architettonico religioso in tutto il sud-est asiatico, senza che uno stile prevalga sull'altro: convivono, semplicemente, fianco a fianco.
Chiesa di pietra di Sapa
Salendo verso le montagne del Nord-Ovest, nella cittadina di Sapa, si trova un altro edificio religioso costruito in epoca coloniale francese, oggi diventato uno dei punti di riferimento della piazza centrale. Non ha le dimensioni delle grandi cattedrali di Hanoi o di Ninh Binh, ma il contesto gli regala un fascino diverso: la facciata in pietra grigia che emerge dalla nebbia, circondata dalle montagne e dai mercati delle minoranze etniche locali, racconta bene quanto fosse capillare la presenza francese anche nelle zone più remote del paese.

Le chiese del Vietnam Centrale: modernità, storia coloniale e memoria linguistica
Nel Centro del paese, tra Hue, Da Nang e Phu Yen, le chiese cattoliche in Vietnam raccontano tre storie molto diverse tra loro: quella dell'architettura moderna vietnamita, quella dell'eredità coloniale francese e quella, meno nota, della nascita della lingua vietnamita scritta come la conosciamo oggi.
Cattedrale di Phu Cam, Hue
La Cattedrale di Phu Cam, sede dell'arcidiocesi di Hue, è un caso a parte rispetto a tutte le altre chiese di questo articolo: non è un edificio coloniale, ma un progetto del tutto moderno, iniziato nel 1963 su disegno dell'architetto Ngo Viet Thu.
Ngo Viet Thu è stato il primo vietnamita a vincere il Prix de Rome, uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo per un architetto, legato proprio alla città di Roma. L'edificio porta i segni di quella formazione: una pianta a forma di croce, linee pulite e moderniste, due alte torri campanarie e un uso della luce, attraverso vetrate blu intense, che crea un'atmosfera sospesa molto diversa dallo stile gotico del Nord. La costruzione, rallentata da guerra e vicende politiche, si è conclusa solo nel 2000, quasi quarant'anni dopo l'inizio dei lavori.

Chiesa del Sacro Cuore, Da Nang
Conosciuta dai locali come "chiesa del pollo" per la statua di un gallo grigio posta sulla cima del campanile (simbolo tradizionale legato al Vangelo più che un semplice ornamento decorativo), la Cattedrale del Sacro Cuore di Da Nang fu costruita nel 1923 da padre Vallet su un terreno che allora si trovava ai margini della città coloniale francese. Oggi si trova nel pieno centro di Da Nang, con la sua facciata color rosa pastello che spicca tra i palazzi moderni della città. È uno degli edifici religiosi più fotografati del Vietnam centrale, complice anche il colore inconsueto.
Chiesa di Mang Lang, Phu Yen
Meno conosciuta ai visitatori stranieri, la Chiesa di Mang Lang, nel distretto di Tuy An, è una delle chiese cattoliche più antiche del Vietnam: fu costruita nel 1892 in stile gotico, con una facciata sobria che contrasta con la campagna verde che la circonda, punteggiata di risaie e canali.
Il suo valore, però, non sta solo nell'architettura ma in quello che custodisce. In una piccola grotta artificiale scavata sotto il giardino della chiesa è conservata una copia del Phep Giang Tam Ngay ("Catechismo in otto giorni"), il primo libro mai stampato in lingua vietnamita con l'alfabeto romanizzato, opera del gesuita francese Alexandre de Rhodes e pubblicato a Roma nel 1651. È, in altre parole, uno dei documenti fondativi del quốc ngữ (scrittura della lingua nazionale ), l'alfabeto latino che oggi si legge in ogni insegna e menu del Vietnam, e che affonda le sue radici proprio nel lavoro dei missionari europei arrivati nel paese nel Seicento, tra cui, come raccontato all'inizio di questo articolo, anche alcuni italiani. La chiesa è inoltre legata alla memoria del beato Andrea di Phu Yen, giovane catechista vietnamita venerato come il primo martire cattolico del paese.

Le chiese del Sud Vietnam: Saigon e il Delta del Mekong
Il Sud, e Ho Chi Minh City in particolare, concentra alcuni degli edifici religiosi più famosi e più frequentati di tutto il paese, insieme a un santuario che vale la pena conoscere anche fuori dalla città.
Cattedrale di Notre-Dame, Saigon
È probabilmente il monumento religioso più fotografato di tutto il Vietnam: la Cattedrale di Notre-Dame di Saigon, nel cuore del Distretto 1, costruita tra il 1877 e il 1880. Un dettaglio che colpisce sempre i visitatori: tutti i mattoni rossi della facciata furono importati dalla Francia, da Marsiglia, e non sono mai stati dipinti in oltre 140 anni, perché la qualità dell'argilla originale ne ha preservato il colore fino a oggi.
Da segnalare un aggiornamento utile per chi sta pianificando il viaggio nel 2026: dopo quasi un decennio di restauro, l'edificio ha da poco iniziato a togliere le impalcature che ne coprivano la facciata, con le parti principali della struttura ormai completate, mentre alcuni lavori di conservazione più contenuti proseguono. Chi visita Saigon in questo periodo ha quindi buone probabilità di vederlo senza i ponteggi che lo hanno accompagnato per anni, anche se l'accesso all'interno può ancora essere soggetto a restrizioni temporanee.
Chiesa rosa di Tan Dinh

A pochi minuti dal centro storico, la Chiesa di Tan Dinh è conosciuta da tutti, locali e turisti, come "la chiesa rosa": un edificio del 1876 dipinto interamente in un rosa acceso, che unisce elementi gotici, rinascimentali e barocchi in una combinazione decisamente insolita per l'Europa ma diventata negli ultimi anni una delle immagini più condivise del Vietnam sui social. Al di là dell'aspetto scenografico, resta una parrocchia molto attiva, frequentata quotidianamente dalla comunità cattolica del quartiere.
Chiesa di Cha Tam, Cholon
Nel quartiere cinese di Cholon si trova uno degli edifici religiosi con la storia più particolare del paese: la Chiesa di Cha Tam, edificata tra il 1900 e il 1902 per volontà delle autorità coloniali francesi, che vollero dare finalmente un luogo di culto dignitoso alla piccola comunità cattolica sino-vietnamita del quartiere. Il nome deriva da padre Pierre d'Assou, sacerdote di origine cinese conosciuto localmente come Cha Tam, che ne guidò la costruzione. All'interno convivono elementi tipicamente francesi con iscrizioni e decorazioni in caratteri cinesi, una fusione culturale che racconta bene la stratificazione di Cholon: francese, cinese e vietnamita insieme nello stesso luogo.
Santuario di padre Truong Buu Diep, Tac Say
Nella provincia di Bac Lieu, nel Delta del Mekong, il Santuario di Tac Say è meno noto ai turisti internazionali ma è uno dei luoghi di pellegrinaggio cattolico più frequentati di tutto il Vietnam, legato alla memoria di padre Truong Buu Diep, un sacerdote scomparso durante gli anni difficili del dopoguerra e a cui la devozione popolare locale attribuisce numerose grazie. Ogni anno migliaia di fedeli, cattolici e non, arrivano qui da tutto il paese: un buon punto di partenza per chi, durante un tour nel Delta del Mekong, vuole vedere un aspetto della vita religiosa vietnamita più intimo e meno turistico rispetto alle grandi cattedrali cittadine.
Architettura sacra: cosa rende unica una chiesa vietnamita rispetto a una italiana

Chi arriva dall'Italia porta con sé un'idea molto precisa di cosa sia un edificio di culto: pietra o marmo, proporzioni classiche o gotiche, un'iconografia consolidata da secoli. Le cattedrali vietnamite condividono questo linguaggio, ma lo declinano in modo diverso, per almeno tre motivi.
Il primo è il clima: l'umidità e le piogge tropicali hanno reso necessari tetti più spioventi, ampie aperture per la ventilazione e materiali capaci di resistere al caldo umido, elementi quasi assenti nell'architettura sacra europea.
Il secondo è la manodopera: molte strutture coloniali furono costruite da artigiani vietnamite, che inserirono, spesso senza volerlo, dettagli decorativi della tradizione locale, come i motivi floreali o le linee curve dei tetti a pagoda che si vedono a Phat Diem.
Il terzo, forse il più affascinante, è il contesto: in Italia questi edifici sono quasi sempre circondati da altri monumenti religiosi o storici che li sostengono a livello di paesaggio urbano. In Vietnam si trovano spesso in netto contrasto con l'ambiente circostante, tra motorini, bancarelle di street food e templi buddhisti a poche centinaia di metri, un accostamento che racconta meglio di qualsiasi libro la tolleranza religiosa che caratterizza il paese.
Consigli pratici per visitare le chiese in Vietnam

Prima di organizzare un itinerario tra questi luoghi, alcuni accorgimenti utili:
- Abbigliamento: come in Italia, è richiesto un abbigliamento decoroso. Spalle e ginocchia coperte sono la regola non scritta più rispettata, soprattutto durante le funzioni religiose.
- Orari: la maggior parte degli edifici resta chiusa al pubblico durante le messe nei giorni feriali (spesso al mattino presto e in tarda serata) e la domenica; conviene informarsi sugli orari specifici prima della visita.
- Silenzio e rispetto: molti di questi luoghi sono ancora attivi, non musei, quindi vale la stessa discrezione che si terrebbe in Italia durante una funzione.
- Fotografia: generalmente permessa all'esterno e nelle aree comuni, meno spesso durante le celebrazioni liturgiche.
- Periodo dell'anno: Natale è probabilmente il momento più suggestivo, quando piazze come quella della Cattedrale di San Giuseppe a Hanoi si riempiono di luci, decorazioni e famiglie, credenti e non credenti insieme.
- Itinerario: chi vuole seguire un percorso da nord a sud può facilmente inserire Phat Diem in un tour di Ninh Binh, Phu Cam in una tappa a Hue e Notre-Dame in una passeggiata nel Distretto 1 di Saigon, fino a Cholon.
Domande frequenti sulle chiese in Vietnam

Perché ci sono chiese cattoliche in Vietnam?
Il cristianesimo arrivò in Vietnam nel Seicento con i missionari gesuiti europei, tra cui alcuni italiani, e si diffuse in modo più ampio durante il periodo coloniale francese.
Qual è la chiesa più famosa del Vietnam?
La Cattedrale di Notre-Dame di Saigon è probabilmente la più fotografata e conosciuta a livello internazionale, seguita dalla Cattedrale di San Giuseppe di Hanoi e dalla Cattedrale di pietra di Phat Diem.
Si può assistere a una messa come turista in una chiesa vietnamita?
Sì, le messe sono generalmente aperte a tutti, compresi i visitatori stranieri, purché si mantenga un comportamento discreto e un abbigliamento adeguato.
Quanti cattolici ci sono in Vietnam oggi?
Circa 7 milioni di persone, quasi il 7% della popolazione, una delle comunità cattoliche più numerose del sud-est asiatico.
In cosa sono diverse le chiese vietnamite da quelle italiane?
Condividono lo stesso linguaggio architettonico occidentale (gotico, romanico, neoclassico), ma spesso integrano elementi climatici e decorativi locali, come tetti a pagoda, colonne in legno o tinte insolite come il rosa acceso della chiesa di Tan Dinh a Saigon.

Conclusione
Le chiese in Vietnam sono uno dei modi più originali per scoprire un lato del paese che raramente finisce nelle guide turistiche classiche: quello dell'incontro, spesso pacifico e sorprendente, tra la cultura occidentale portata dai missionari europei e la tradizione vietnamita. Da Hanoi a Saigon, passando per Ninh Binh e Hue, ogni cattedrale racconta una storia diversa, fatta di architettura, fede e adattamento culturale.
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